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Visualizzazione dei post da Marzo, 2013

Stranezze

Ieri, dopo circa tre anni, rimetto piede in uno stadio. Quasi desolante vedere San Siro semi deserto, ma  visto il risultato non incoraggiante dell'andata non ci si poteva aspettare altro; ma è una bellissima serata  milanese, penalizzata solo dal vento freddo che però ha reso limpido il cielo (peccato che la copertura dello stadio abbia rovinato un po' tutto).
Ma le stranezze (vedi titolo), che mi hanno colpito, iniziano durante il "viaggio" (tra virgolette perché trattasi di 40' con il pullman). Salgo e noto che un gruppo di ragazzini, facenti parte di una società sportiva, sono intenti in una discussione animata.  Ricordando me stesso alla loro età (avranno avuto intorno ai 15 anni) immagino che i discorsi possano essere: ragazze, calcio, ragazze e calcio.... NO!!! I discorsi erano le App, il What's up, Android e mille altre onomatopee simili. Ora sarei un falso dire che non so cosa sono, ma la cosa che mi ha disarmato è stata toccare con mano quanto sia diff…

Sensazioni

"Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio".
La frase è di Jorge Luis Borges, uno scrittore argentino.

Ogni volta che scendo in campo con i "miei" bambini, questa frase mi ritorna in mente.

Sì, è vero, ogni volta che vedo: un prato verde, due porte, dei bambini con un pallone, mi rendo veramente conto che il gioco del calcio è un gioco più bello del mondo, e per bambini!!

Perché i bambini hanno la capacità di riversare sul campo verde, calciando quella palla, facendo quella corsa, sbagliando quel gol o facendo una doppia finta, tutta la loro convinzione di essere campioni; di essere campioni non come intendiamo "noi" adulti, ma di essere campioni come intendono loro Bambini.

Campioni perché si divertono, perché sanno fare o non sanno fare; campioni perché pur non riuscendo a fare ci provano fino alla morte piuttosto di riuscirci; campioni perché hanno la "presunzione" di paragonarsi ai loro Ca…