Post

Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

28/02/1995 - 28/02/2014 .... diciannove anni di 'malattia'

Immagine
Diciannove anni sono passati, diciannove anni da quando quel CD entrò in casa mia, nel mio stereo e nella mia testa.  28 febbraio 1995, uscì nei negozi di musica Greatest Hits, il primo della carriera di Bruce  Springsteen. Oltremodo fu anche il primo disco in cui riprese la collaborazione con la E-Street Band che produsse la spettacolare versione di This Hard Land e un’altrettanto spaziale pezzo come Murder Incorporated, scritte per Born in The USA ma mai incise. Senza dimenticare Blood Brothers, un inno all’amicizia e alla complicità, un inno alla E-Street Band. Tre canzoni che insieme alle altre sembravano far capire a tutti che il “ministero del rock” non era affatto andato in pensione e che la pausa di riflessione stava per finire. Tredici tracce tra le più significative; da Born To Run a Street Of Philadelphia, da Lucky Town a Hungry Hearts. Un excursus della carriera del Boss (e della Band) che spazia dagli anni d’oro a quelli da “single”, con una particolarità: non ci sono inser…

Messaggio....

Immagine
.... come on Dream Baby Dream.




Sono passati vent'anni da quando Paul Newman fondò Barretstown, in Irlanda. Un'associazione che da il sostegno ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie. Per festeggiare questo compleanno l'associazione ha scelto una colonna sonora speciale: Dream Baby Dream, dei Suicide, riproposta dal Boss nel suo ultimo album High Hopes.
Il testo della canzone legato al contesto della storia supera l'immaginazione e fa emozionare la realtà.  Perché l'emozione è vedere un bambino che sorride, che gioisce, che gioca, che per un momento smette di essere malato, oppresso e insicuro e si sente VIVO!  Questa è la gioia..... Questo messaggio dovrebbe essere il messaggio che celebra il lavoro di tutte le associazioni esistenti nel mondo che trattano le problematiche dei bambini malati, per tutti quelli che vivono in territori di guerra, per tutti quelli che hanno a che fare con la povertà e la fame..... e ahimè la lista è lunga, troppo lunga.
Tutti bambin…

Love is like a burning ring of fire

Immagine
Il 26 febbraio 1932 nasceva a Kingsland (Arkansas) John Ray Cash, destinato a diventare Johnny Cash, uno dei più famosi folk-singer americano del '900. Nella sua carriera annoverò parecchie collaborazioni con artisti del suo calibro e del suo genere... uno di questi, manco a dirlo fu Bruce Springsteen, che in un occasione "donò" addirittura due sue canzoni per completare un'album di Cash: Johnny 99 e Highway Patrolman. Forse per riconoscenza, forse per onore Cash intitolò quell'album Johnny '99
Nel video seguente, l'omaggio del Boss e della E-Street Band al "The Man in Black", con quella "Ring Of Fire", che lo fece conoscere al mondo.
Ciao Johnny, tanti auguri....

Lo sport..... e la vita!

Esiste un modo diverso di “vincere” che non è quello di primeggiare ma di arrivare. Arrivare a un obiettivo, a una realizzazione, a un punto che nella nostra mente ci sembra lontano, ma poi così lontano non l’è.  Esistono mille modi per vincere nello sport; esistono mille modi per vincere nella vita. Da tanti anni sono sui campi di calcio e posso dire di averne visto di tutti i colori; genitori in collera con i figli per un gol sbagliato, figli in collera per i genitori per aver sbagliato un gol per colpa delle scarpe vecchie, persino persone aggrappate alla rete di recinzione del campo a inveire pesantemente contro l’arbitro reo (poverino) di essere un appassionato di calcio che ha deciso di essere dall'altra parte della linea, in mezzo ai bombardamenti. Poche volte ho visto quello spirito che deve animare lo sport, specialmente a livello giovanile. Poche volte ho visto questi genitori, questi ragazzi e chi sta attorno al mondo del calcio esprimere la gratitudine allo sport e al su…

C'era un tempo... confusa e appassionata riflessione sulla musica (quella che forse non c'è più)

Immagine
“C’era un tempo…” cantava Pierangelo Bertoli nei primi anni ’70. C’era un tempo in cui in Italia personaggi come De Andrè raccontava le disavventure di un mondo che nessuno voleva raccontare. C’era un tempo in cui Guccini, raccontava le tribolazioni e le speranze di una classe sociale, descrivendo in maniera dura, politica e contadina la forza di volontà della gente. C’era un tempo in cui Gaber raccontava che la libertà non era un sogno ma una realtà. C’era un tempo in Vecchioni, Dalla, De Gregori e mille altri ancora, raccontavano attraverso le note e soprattutto con le parole: una storia. C’era un tempo in cui anche i cantanti (diversamente dai cantautori), riuscivano a testimoniare qualcosa di profondo a chi li ascoltava. La domanda è questa: “Dov’è finito quel tempo?” Non lo so! De Andrè in una delle sue ultime apparizioni dal vivo ha detto che i miti vanno analizzati e capiti nel tempo e che non bisogni storicizzare tutto e subito; il tempo dirà se la storia era una di quelle da ra…

Febbraio 1996 - Springsteen all'Ariston

Immagine
Tutta l’Italia, almeno una buona parte diciamo, in questo periodo è concentrata su una delle trasmissioni più controverse della televisione italiana: il Festival di Sanremo. Nato negli anni ’50 come intrattenimento popolare nei tristi anni del dopoguerra, il Festival della Canzone Italiana ha assunto un ruolo importante e via via più sociale durante gli anni ’60 e ’70 per poi crollare, con l’avvento dell’elettronica, del playback e del nuovo sentimentalismo alla Toto Cutugno negli anni ’80. Dei novanta non parliamo perché quella che dovrebbe essere la kermesse della canzone “d’autore” in realtà si è sempre più trasformata in un varietà del sabato sera, spalmato in una programmazione di quattro serate da quasi quattro ore l’una, parcheggiando i cantanti a favore di ospiti e pubblicitari che si presero la scena. Oggi, nel 2014, stanno discutendo sul fatto che Fazio e la Litizzetto fanno politica invece che presentar canzoni e i cantanti non se li caga nessuno. Non mi sento di parteggiare…

Bambini e Sport

Immagine
Lettera di un bambino al papà ultra. Michelangelo, 10 anni, ha indirizzato questa lettera bellissima a suo padre “Non solo e non proprio a mio padre” ha precisato “ma mi rivolgo idealmente a tutti i genitori, a tutti gli sportivi, a chi vuole bene al calcio che è un gioco”. Lo sai, papà, che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia quando ti sei arrampicato sulla rete di recinzione urlando contro l’arbitro? Io non ti avevo mai visto così arrabbiato. Forse sarà anche vero che l’arbitro aveva sbagliato, ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu mi dicessi niente? Anche se abbiamo perso la partita per colpa dell’arbitro,come tu dici, mi sono divertito lo stesso. Ho ancora molte gare da giocare e sono sicuro che, se non griderai più, l’arbitro sbaglierà molto meno. Papà, capisci, io voglio solo giocare. Ti prego,lasciamela questa gioia, non darmi suggerimenti che mi fanno solo innervosire: tira, passa, buttalo giù. Se buttassero giù me, quante parolacce diresti? un’altra cosa: q…

Ma Che Film La Vita - Augusto Daolio (1947-1992)

Immagine
Il ritornello di questa canzone recita circa così: “Ma che film la vita tutta una sorpresa; attore, spettatore tra gioia e dolore fra il buio e il colore”. Siamo nel 1991 e nei negozi di dischi esce l’ultimo album da studio dei Nomadi con voce Augusto Daolio. Ultimo sì, perché di lì a poco un dolore grande colpirà tutti i fans dei Nomadi. Già da qualche tempo malato, nel 1992, comunque dopo essere riuscita a tramandare questa canzone al suo pubblico, Augusto Daolio ci lasciò sconfitto da un male incurabile, che lo colpì alla gola, quasi per ironia della sorte, proprio là dove uscivano le parole delle sue canzoni. Nato a Novellara il 18 febbraio del 1947, Daolio insieme a Carletti, fonda i Nomadi negli anni ’60 e sfrutta il periodo beat italiano. Poi “crescendo” i Nomadi incontreranno sulla loro strada Guccini, a cui “ruberanno” parecchie canzoni da proporre durante i loro concerti. Fino a qui nulla di nuovo sotto il sole. Dicevo che Daolio era della bassa padana, provincia di Reggio Emi…

Buone notizie dal fronte.... musicale

Immagine
Finalmente dopo anni di assenza dal panorama musicale, si prospetta il ritorno "in campo" dei mitici Beagles. Finalmente tornerà a splendere la voce di Quintino e della figlia Samantha (cùn al TH) e di tutti i personaggi che molte volte hanno rallegrato i miei trascorsi di diciottenne. In basso il link della pagina della Provincia Pavese del 18/12/2013 che parla del ritorno ufficiale della band di Santa Maria della Versa. 
Oh, finalmente una bella notizia per tutti gli appassionati di musica!!!
Buona Giornata!!!
Articolo Provincia Pavese sul ritorno dei Beagles

Un modo diverso per raccontare se stessi.... Frankie Fell In Love

Immagine
Frankie Fell In Love è una canzone molto simile alle ritmiche e alle composizioni del periodo Greetings, ma con i contenuti di Tunnel of Love. Ma soprattutto, la canzone numero sette di High Hopes, è una canzone autobiografica e si capisce leggendo attentamente il testo. Attenzione però non si deve semplicemente leggere le parole ma leggere tra le righe. Ipotizziamo il periodo in cui lui, l’ormai indiscusso Boss della musica rock, e la modella Julianne Phillips erano sposati. Lui all’apice del successo dopo la pubblicazione di Born in The USA e tutto quello che ne consegue si trova a essere sotto l’occhio vigile della stampa, soprattutto quella scandalistica proprio nel momento in cui il suo matrimonio stava volgendo, velocemente, al termine. Si sposarono in gran segreto nel 1985, ma sappiamo che il matrimonio non decollò mai, anzi produsse nella mente di Springsteen un nuovo disagio verso il sentimento dell’amore già profondamente descritto in The River, in Nebraska e in Born in the U…

Fabrizio De André era interista... e ve lo dimostro!

Non so, forse sento la necessità di ridere. Non credo che queste parole facciano ridere, ma provo a metterle giù lo stesso. Inizierò il mio post con una rivelazione shock: “Secondo me, Fabrizio De André era interista!” Immagino i vostri volti! Non voglio assolutamente negare la sua (mal)celata genoaneità ma posso sostenere la mia tesi asserendo che la maggior parte delle sue canzoni è un inno all’Inter, alla sua dirigenza e ai suoi tifosi. Iniziamo dal 1966, mentre l’Inter di Moratti e Herrera dominava, il mondo Faber scriveva una canzone per i tifosi della Beneamata; quella canzone è indubbiamente: La Ballata Dell’Amore Cieco. L’innamorato è il tifoso, che assetato di passione e di voglia di vincere, si trova a fare cose assurde per quell’amore che è l’Inter che spesso da gioie, ma molto più spesso da dolori. Quante volte ho “ucciso” mia madre per quell’amore non posso neanche elencarle. “Andrea va a trovare gli zii!” “Figurati vado allo stadio a vedere Inter-Cremonese” per poi scoprir…

Ci incontreremo (ancora) lungo la strada....

Immagine
Ciao Cri..... ci incontreremo ancora lungo la strada..... buon viaggio! 


La capacità di vedere il futuro.... e di raccontarlo. Giorgio Gaber

Immagine
Il 24 gennaio 2003, cioè ventitré giorni dopo la scomparsa di Giorgio Gaber, esce il suo ultimo album "Io non mi sento italiano";dieci canzoni, di cui sei inediti, che rivelano tutta la delusione di un idealista che si trovava a dover affrontare una realtà del tutto opposta a quanto aveva sperato. Già nell’album precedente “La mia generazione ha perso” del 2001, Gaber vuol rendere nota la sua contrarietà tra il pensiero che aveva animato la gente e la realtà con la quale invece ci si doveva misurare. Nel suo ultimo album però il sentore della fine, Gaber sapeva di essere malato, incupisce ancora di più il messaggio. In queste dieci tracce ce n’è una che suona come un testamento, un impegno che il grande cantante milanese vuole passare ai posteri. Scritta a quattro mani con Sandro Luporini, questa canzone racchiude tutta l’amarezza e tutta la speranza di Gaber per il futuro. Un futuro che non sarà più il suo ma che sarà comunque il futuro di milioni di bambini che popolano l’I…

Un disco che ha avuto il coraggio di azzardare.

Immagine
C’è un album nell’immensa discografia di Fabrizio De André, che segna una svolta fondamentale nella carriera musicale del cantautore genovese. All’inizio di gennaio 1979 Fabrizio De André intraprende una tournee teatrale accompagnata dalla PFM. La somma del sobrio stile, tipico dei cantautori italiani e tipico di De André, si unisce al rock progressivo della PFM e ne nasce un album che rimarrà nella storia della musica. Durante la tappa bolognese del tour (13-16 gennaio 1979) prende forma quel progetto che poi sarà pubblicato con il nome di “Fabrizio De André in Concerto – Arrangiamenti PFM”. Faber aveva pubblicato qualche mese prima un disco dal titolo “Rimini” dove il cantautore genovese intraprese un percorso diverso per quanto riguardava la scelta dei testi e delle tematiche; mentre sull’onda del successo della progressive italiana la PFM si stava facendo conoscere sul mercato nazionale per la sua ossessiva ricerca di precisione e pulizia del suono sia in studio sia dal vivo. Nonos…