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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

Al Circolo Darkness si parla del: 1973 (parte prima) - Dark Side Of The Moon

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Nota dell’Autore: Con questo sfacciato post, voglio dare inizio a una serie di riflessioni sul 1973, anno fondamentale per la musica, italiana e mondiale, e faccio solo due esempi, oltre al qui postato Dark Side Of The Moon, citando Storia Di Un Impiegato di Fabrizio De Andrè per l’Italia e Greetings From Asbury Park, N.J. di Springsteen per il resto del mondo. Anno, politicamente parlando, che ha segnato sulla sua agenda, avvenimenti storici di portata mondiale e anno cui sono legato sentimentalmente per via del fatto che la mia compagna è proprio del 1973. Spero di essere interessante e non banale; spero di dare spunto a chi ama la musica, e forse anche la storia, a confidarmi le sue impressioni e le sue idee per confrontarle con quelle strampalate che scrivo in questo spazio.  Inoltre, a un anno dell’”apertura” di Darkness On The Edge Of Town, mi sento inoltre in dovere di ringraziare i 3167 personaggi che hanno perso anche solo un attimo del loro tempo per leggere i miei post, a lor…

Al bar "Della Musica" oggi si parla di: Concerti

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Così, tra un caffè e l’altro, nasce, al bar della Musica, una discussione che anima una fredda mattina di questo marzo 2014. Ho visto Nebraska78 stamattina prendere in mano la rivista Backstreets e dopo aver letto alcune pagine, ha esclamato: “27 marzo!” E tutti si son voltati pensando alla medesima cosa: Live In New York City!
Così amici, al Bar “Della Musica” oggi si parla di concerti; anzi del “Concerto”. Come ormai sappiamo, non serve neanche ricordarlo, Bruce Springsteen rappresenta sul palco tutto quello che un appassionato di musica può aspettarsi da un cantante. Grinta, forza, passione, sudore, chitarre che roteano, cori, balli, canti e lacrime; tutto cioè che banalmente è tradotto con uno stereotipo del tipo: “È un animale da palcoscenico”. Be’ certo è vero, l’ho detto anch’io e lo ripeterò sempre. Una delle forze che Springsteen fa scendere in campo durante i suoi concerti è quell’improvvisazione che rende interessante la scaletta anche a chi “non mastica” i suoi dischi tutti i …

Al bar "Della Musica" oggi si parla di: teatro.

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La domanda è: “È possibile racchiudere la discografia di Springsteen in tre ore e farla ‘salire’ su di un palco?” Se escludiamo il diretto interessato, cioè il Capo, diciamo che potrebbe essere un’impresa epica; ma non è proprio così, qualcuno gliel’ha fatta! Marta Comeglio e la compagnia teatrale de’ “I Riso e Amaro” hanno realizzato un bellissimo spettacolo dal titolo rappresentativo di “L’Antologia di Bruce River – Il Romanzo Americano di Bruce Springsteen” e sono riusciti a rappresentare in due ore e mezzo di spettacolo tutta la discografia, ma soprattutto tutto il pensiero che ha accompagnato Springsteen dal ’73 alla pubblicazione di Wrecking Ball. Ieri sera sono stato alla prima dello spettacolo e devo dire, per quanto possa contare il mio contributo, sono rimasto particolarmente impressionato dalla trama, oltre che dalla rappresentazione. Un cast d’alto livello ha rappresentato i personaggi principali che hanno contraddistinto la carriera del Boss, tutto contornato dalla preziosa…

Al bar "Della Musica"... si parla di: TV

Capita durante il sabato pomeriggio che la crisi d’identità ti faccia fare cose brutte. Così, mentre la tua compagna si concede la meritata siesta, ti fai rapire dall’orribile mostro che è il telecomando e inizi lo zapping. Più volte ho detto quanto sia devastante la televisione dei nostri tempi; pochezza d’idee e infarcimento mediatico di casi umani che farebbero rabbrividire perfino i protagonisti de’ “Nuovi Mostri”. Detto questo, oggi mi sono imbattuto nei tentacoli di Maria De Filippi e della sua “piovra”, chiamata Amici. Premetto di non conoscere il meccanismo di scelta, regolamento del programma e cose del genere e quindi non critico il format di per sé, ma il sistema su cui si basa. Ormai da anni questo format di successo sforna talenti che sono poi catapultati sul panorama artistico con circa dubbie fortune. Giovani aspiranti cantanti, ballerini e quel che volete, che sfidano la dura legge delle selezioni per approdare al programma e potersi esibire, poter imparare e poter sfonda…

A proposito di viaggio... il treno!

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“… this train carries losers and winners…” Recita così un passaggio della bellissima canzone Land Of Hope And Dreams di Springsteen. Detto questo che non aggiunge niente di nuovo al noto, vorrei partire da questa frase per fare un piccolo ragionamento. Di là dal mio essere springsteeniano e di là dal mio amore morboso per questa canzone, in questa frase è contenuta una grande verità. Diciamo subito che il Boss non c’entra, la frase è solo una semplice citazione che però riguarda l’argomento che voglio trattare; argomento facente parte della categoria “viaggio”, che ha come protagonista il treno e tutto quello che gli sta attorno. Già, il treno. In un’epoca moderna come la nostra, cioè dove un vettore alato collega Milano a Tokio in quattordici ore, questo mezzo di trasporto tanto utile a Phileas Fogg per terminare positivamente la sua avventurosa scommessa di girare il mondo in ottanta giorni, ha perso un po’ il suo smalto e la sua popolarità. Io stesso se dovessi scegliere di fare un via…

Apriamo una finestra.... e vediamo una bambina portoghese.

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Quando una canzone è bella? Domanda difficile che comporta molte risposte altrettanto difficili. Io sostengo che la musica è soggettiva e quindi, ognuno, decide in maniera autonoma e secondo i suoi gusti quale sia quella più adatta ai suoi gusti. Bella potrebbe essere una canzone che rimane in mente subito per ritmo, parole e musica; una canzone potrebbe essere bella perché ricorda un luogo o un tempo. Io credo che una canzone è bella se trasporta l’ascoltatore sulla scena e gliela fa vivere in prima persona, un po’ come un libro. Un po’ come ho detto nel post sulla Città Vecchia di De Andrè. In buona sostanza credo che, in fondo, una canzone non sia nient’altro che un racconto, che il cantante ci ‘passa’, nel tentativo di farci capire quale sia la morale di quel racconto e quali siano le motivazioni che l’hanno spinto a raccontarcelo. Questa è un’assoluta prerogativa dei cantautori. De André racconta le sue storie mettendo sempre l’ascoltatore in prima fila e sfido chiunque a non aver c…

12/03/2014

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Finalmente ce l'abbiamo fatta!
Dopo quattro mesi di indagini, documenti e ricerche bancarie, oggi, 12 marzo 2014 abbiamo finalmente firmato per il nostro futuro.
... non posso dire nient'altro se non: Follow That Dream... 

Car Wash (1983)

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C’è una canzone del 1983, originariamente scritta per Born In The USA, poi finita sull’antologia degli outtakes, Tracks del 1998 che discosta la normale narrazione delle storie springsteeniane. La canzone in oggetto è Car Wash. Il testo segue sempre un modello molto affermato nella scrittura del Boss; cioè quello del protagonista della canzone che racconta a un ipotetico secondo personaggio, di cui non si conosce il nome tanto da far pensare che possa essere l’ascoltatore stesso della canzone, la sua storia. Molti sono gli esempi che possiamo portare alla luce, da Nebraska a Roulette; da Stolen Car a The River; la stessa Born in the USA passando per Downbound Train tanto per citarne alcune proprio dell’album medesimo e molte altre ancora. Diciamo che nel dopo Darkness, questa tipologia di racconto è stata abbastanza usata dal Boss, sempre facendo centro. Una particolarità, anzi forse un’unicità, da notare in questa canzone è che il protagonista non è un uomo. Il protagonista del raccon…