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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Per imparare a vincere bisogna prima capire... piccola riflessione sullo sport e sulla vita.

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“I campioni sono quelli che vogliono lasciare il loro sport in condizioni migliori rispetto a quando hanno iniziato a praticarlo”. (Arthur Robert Ashe, Jr. – Tennista americano)


In queste poche parole c’è riassunto tutto quello che voglio dire in questo post… Alla soglia dei trentasette anni e con, ahimè, qualche capello grigio sulla testa posso permettermi di fare un ragionamento ad alta voce sui valori dello sport e della vita. Ormai sono quasi dieci anni che solco i campi verdi “dall’altra parte della barricata” e sono altrettanti anni che tocco con mano quanto lo sport italiano abbia ancora da imparare. Lo Sport inteso a 360°. Mi spiego. In diverse occasioni ho partecipato a seminari e convegni, dove il relatore (più o meno serio) esprime concetti legati al rapporto tra sport e vita soprattutto nell’età giovanile. Spesso si dice che lo sport è palestra di vita, è sacrificio, è impegno, è presa di coscienza, è tutto quello che vi viene in mente. Si parla di lealtà, di raggiungimento di…

Senza confini e senza barriere… Live in East Berlin ’88!

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Spesso e volentieri la musica è stata utilizzata dai grandi nomi per pubblicizzare o sensibilizzare campagne sociali soprattutto da quando la televisione ha fatto il suo prepotente ingresso nella vita di tutti i giorni.

Tutti ricordiamo, nel 1985, il famosissimo Live Aid, organizzato dal cantante dei Boomtown Rats, Bob Geldof. Un grande evento musicale a scopo benefico per sensibilizzare il mondo tecnologico e rampante degli anni ‘80 sulle necessità primarie delle popolazioni africane all’epoca, diciamo un po’ dimenticate. In diretta contemporanea da Londra, Filadelfia, Sydney e Mosca il più grande evento musicale trasmesso dalla televisione via cavo (allora) collegò il mondo abbattendo confini e distanze in un secondo. Sempre nel 1985, il re del pop Michael Jackson, riunì un gruppo di suoi colleghi e incise il famoso singolo “We Are The World” per il progetto USA For Africa, fondato dallo stesso Jackson; il singolo fu seguito da un video che fece il giro del mondo grazie all’affermazi…

Parla la musica - Tracce di storia: C'era Un Tempo Pierangelo Bertoli (1976)

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Siamo nell’Italia degli anni ’70; un periodo storico e sociale importante per il nostro Paese. Per quasi tutto il decennio, l’onda del Maggio Parigino (1968) invade le strade, le piazze e soprattutto le scuole dell’Italia del post Fiat 500 e vacanze a Rimini. Il movimento studentesco, insieme ai circoli politici, divenne uno dei maggiori terreni in cui le nuove idee “rivoluzionarie” cercano di germogliare. Di contro c’era però una grande fetta di popolazione che per cause di forza maggiore, non poteva “perdere” del tempo sui banchi di scuola. Questi, fatto salvo chi lavorava nelle grandi fabbriche dove erano presenti i comitati sociali sempre pronti a indottrinare (anche con la forza) le nuove idee, veniva un po’ tagliati fuori dall’evoluzione dei fatti; vuoi per l’intervento pesante e presente della censura di Stato, vuoi per una sana “ignoranza” dovuta al fatto che era molto più importante portare a casa il “27” che tutto il resto. Per trasmettere qualcosa a tutti si doveva cercare u…

Pensiero

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C’è un qualcosa di magico di particolare d’intimo che si prova quando si è da soli. Tutto tace, tutto è tranquillo tutto è bello. Così in una notte d’inizio ottobre mi trovo solo in un vuoto piazzale silenzioso a osservare uno dei fenomeni atmosferici più belli e più caratteristici della mia terra: la nebbia. Già, questo strano fenomeno che per gioco o per necessità, solleva l’umidità dal terreno lasciandola fluttuare libera nell’aria fresca della notte. E allora la domanda che mi sono posto questa sera è la seguente: “Cosa c’è dietro alla nebbia?” Banalmente potrei dire che dietro alla nebbia c’è tutto il mio mondo; il mio piccolo (o grande) mondo che vivo tutti i giorni. C’è un campanile, c’è casa mia, c’è la mia compagna che mi aspetta e tante altre cose. No, non è solo quello! Credo che invece dietro alla nebbia ci sia l’ignoto. L’ignoto non inteso nel senso negativo del termine sia ben chiaro, ma un ignoto che è fatto di cose che non sono ancora successe e che, forse, non succederan…