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Visualizzazione dei post da Luglio, 2015

Dischi: Born To Run (1975) - Bruce Springsteen

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A quarant’anni non si è vecchi, soprattutto se dimostri ancora il piglio di un ventenne. E per piglio intendo non il fatto di vantarsi nel mostrare una tartaruga disegnata sull’addome (la mia, già a trentasette ha deciso di rivoltarsi), ma nell’essere consapevole che la vita, davanti e dietro a te, può ancora sorridere. Sorridere soprattutto perché la guardi con occhi diversi. Nella testa c’è sempre sogno, fuga e sete di avventura, ma nel cuore c’è sentimento; un sentimento che da solo controlla tutte quelle emozioni che la testa manda. A quarant’anni non sei vecchio soprattutto se ti chiami: Born To Run. Se hai, già da ragazzo, comunicato quanto sia importante vivere di quel sogno, di quella fuga, di quella sete di avventura. E, se lo hai fatto da “giovane” non vedo perché tu non lo possa fare anche da “adulto”. 1975, agosto, dopo mesi di estenuanti sessioni di registrazione ecco che, il disco “quasi perfetto” targato Springsteen anni ’70, vede la luce; quella luce che cerca ossessiva…

Dischi: Eagles (1972) - Eagles

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Nel 1972, il gruppo californiano degli Eagles, fa il suo esordio musicale con un disco dal titolo omonimo: Eagles. Siamo ancora lontani anni luce dal successo planetario di Hotel California, e il must Desperado (forse il loro miglior lavoro di sempre) è solo un progetto che deve ancora prendere forma. Siamo agli esordi di una band che ha fatto del country rock una scelta di vita, ereditando il pensiero di gruppi storici come i CCR e soci. Questo album è un bell'album che presenta il gruppo al grande pubblico in maniera semplice, diretta e godibile. Secondo me, è un grande album, forse un po’ troppo dimenticato rispetto a successi postumi, non privi di lati oscuri. In questo disco non c’è la tensione di Hotel California, o i litigi degli anni successivi; qua si ascolta il tipico suono Eagles che tanto ha fatto innamorare. Se Take It Easy, scritta da Glen Frey in collaborazione con Jackson Browne, e Witchy Woman sono i singoli destinati a entrare nell’immaginario collettivo americano …

Film: La Grande Guerra (1959) - Mario Monicelli

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"Non voglio morire, sono un vigliacco!" (Oreste Jacovacci)1959, mentre le ferite della seconda guerra mondiale non si erano del tutto rimarginate, nell’Italia al soglio dell’era del Boom Economico, esce un film dei più belli della storia cinematografica italiana. Uno di quei capolavori che andrebbe fatto vedere a scuola, ai ragazzi, perché si rendano davvero conto di quanto sia difficile essere “uomo” di fronte a certe situazioni, e di come, invece, sia facile sentirsi orgoglioso di fronte ad altre.  Mario Monicelli, gira un film dal titolo semplice e diretto: La Grande Guerra. Attori principali, Alberto Sordi che interpreta un soldato romano, Oreste Jacovacci, e Vittorio Gassman che interpreta l’enigmatico milanese Giovanni Busacca. Il film tratta un tema “sacro” alternando la commedia al dramma, innescando nello spettatore una discordanza di pensiero che ti assale per tutto il film.  Il mito della Grande Guerra, venne sposato dal regime fascista, come veicolo di redenzione n…

Dischi: Never Minds The Bollocks (Here's The Sex Pistols) (1977) - Sex Pistols

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Che il punk sia, per me, un genere musicale piuttosto difficile è un dato di fatto ma, ritengo, questo album, fondamentale per la crescita. 1977, Regno Unito, mentre il mondo inglese si trova ad affrontare la peggior crisi economica e sociale dai tempi della rivoluzione industriale, una band di ragazzi pubblica Never Mind The Bollocks (Here’s the Sex Pistols). I Sex Pistols appunto.  Titolo e cover dell’album già dicono tanto di quanto questo album non abbia nulla da dire alla gente. Sì, perché in perfetto stile punk, questo disco non ha nulla da insegnare, se non il “dogma” di fregarsene di tutto e di tutti. Siamo al tramonto della era psichedelica, al culmine del tecnicismo più ricercato, sia dal punto di vista musicale che testuale, mentre l’hard rock sta incontrando un periodo difficile della sua vita; sembra che la musica non abbia più nulla da dire a una generazione nata nelle privazioni e nell’incertezza del futuro. I Pistols, logicamente indirizzati – da soli non ci sarebbero a…

Dischi: Images And Words (1992) - Dream Theater

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Ecco la dimostrazione che il luogo comune “amore a prima vista” è in realtà una verità assoluta. 1992, i Dream Theater pubblicano il loro disco “opera omnia” dal titolo Images And Words.
57 minuti primi di musica assoluta. L’invenzione di un nuovo genere musicale che negli anni successivi troverà terreno fertile. La somma del metal al rock, con improvvisazioni progressive. Ah, dimenticavo l’hard rock! Il disco ti rapisce subito per la sua perfezione stilistica e musicale. D’altronde uno dei cavalli di battaglia della band americana è la minuziosa ricerca della perfezione sonora, sia in studio che dal vivo. LaBrie è in forma spaziale e urla in maniera divina toccando note altissime come non mai, Petrucci domina le sue sei corde nella consueta maniera eccelsa, Myung fa il suo con il suo basso mentre Rudess accompagna le sue tastiere sul pianeta goduria. The last but not least è lui là dietro: Portnoy che batte come un ossesso dando un ritmo impressionante alla vogata. Pull Me Under n’è la …

Metti una sera dopo cena: Bruce Springsteen al Wonder Bar (18 luglio 2015)

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Cose che succedono quando c’è di mezzo lui. Che il legame con Asbury Park, e i suoi locali, sia sempre stato morboso l’abbiamo capito da tempo. Anche perché, quell’aria di Jersey Shore, non ha mai del tutto abbandonato il suo essere Boss, sia per quanto riguarda lui, sia per quanto riguarda i suoi testi. Se poi sommiamo le molteplici apparizioni sul palco dello Stone Pony (tanto per citare un locale famoso) a supporto dell’amico Southside Johnny (sempre per citarne uno) e il mitico “concertino” (passatemi il termine) tutto Darkness del 2009 nel vecchio Casino, il piatto è servito. Sabato 18 luglio, al mitico Wonder Bar sulla Ocean Avenue, di Asbury Park, va in onda il concerto di Joe Grushecky e i suoi Houserocker’s, quando tutto ad un tratto chi spunta? Lui: Bruce Springsteen. Rigorosa divisa da rocker con camicia a scacchi (aperta sul davanti un po’ da tamarro) e jeans, inseparabile Fender Telecaster al collo e tanta voglia di divertirsi. Con lui al sax Ed Manion, ormai membro a tutt…

Libri: Just Kids (2010) - Patti Smith

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In un assolato pomeriggio d’estate, sulla lunga passeggiata di Coney Island, Patti e Robert, stavano abbracciati in quel luogo per loro carico di emozioni; ad un tratto una coppia di anziani, si ferma a guardarli quasi come se di fronte avessero dei freak appena usciti da qualche attrazione della città. La donna disse all’uomo: “Fagli una fotografia” e l’uomo rispose senza degnarla di uno sguardo: “Sono solo ragazzi”; Just Kids.
Just Kids è un bellissimo libro scritto da Patti Smith nel 2010 e pubblicato in Italia da Feltrinelli. Un piccolo viaggio nella vita bohemienne della New York degli anni ’70, che fa da sfondo a una storia intima e accattivante tra due ragazzi in cerca della loro strada. Lei, Patti Smith, una timida e poco loquace ragazza di campagna, che decide di lasciare il New Jersey per inseguire il suo sogno di diventare poetessa. Lui, Robert Mapplethorpe, audace pittore, scultore e fotografo in perenne ricerca della musa ideale per le sue opere. Le loro vite si incontrano…

Dischi: Rimini (1978) - Fabrizio De André

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Tra i tanti dischi che Fabrizio De André ha donato ai posteri, ho scelto Rimini perché secondo me, insieme a La Buona Novella (1970) e Anime Salve (1996) conclude un momento storico della carriera di Faber. 1978, il decennio “ribelle” sta volgendo al termine e mentre nel mondo della musica sta per iniziare il periodo più florido (e anche più buio) con l’avvento dell’elettronica e del pop esagerato, Fabrizio, in collaborazione con Massimo Bubola, scrive un disco folk che porta con sé un carico di delusione e disillusione. 
In questo disco, De André abbandona il ritmo fiabesco della chanson d’ispirazione francese, per sposare un ritmo più folkeggiante che riprende le influenze inglesi e americane. Se di disillusione (e delusione) si deve parlare è giusto farlo dando spazio alla voce del popolo, dimenticando le romanze “tristi” di Marinella e Bocca di Rosa. Rimini è tutto questo e molto altro. L’inizio di un percorso nuovo, e lo testimonierà nei dischi successivi, che Fabrizio inizia volge…

La carica dei Centomila... Grazie di esserci stati.

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“Amici si nasce, non si diventa.” (Henry Adams) Ragazzi, sono stato a lungo combattuto sull’effettiva necessità di ringraziare tutti per aver trasformato la mia giornata “speciale” in qualcosa di eccezionale. A volte non serve dare giustificazione a fatti che ti accadono, a volte non serve nemmeno dire alla gente un qualcosa che non necessita di essere detto, ma nel mio caso ho sentito il bisogno di farlo. Molto spesso queste giornate sono “speciali” ma si trasformano in “retoriche” alla stessa velocità con la quale la cometa dei Re Magi solca il cielo di Natale. Per me non è stato così, perché quando ho incrociato il vostro sguardo ho sentito il calore dell’amicizia che mi slegava quel nodo che avevo in gola.
Eravate veramente tanti. C’eravate proprio tutti, anche quelli che, per una ragione o per l’altra non hanno potuto esserci fisicamente. C’erano quelli di “una vita” insieme a quelli “recenti”, c’erano quelli del “cuore” insieme a quelli con cui magari hai un po’ meno confidenza. T…

Dischi: Storia di Un Minuto (1972) - Premiata Forneria Marconi

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Che la progressive abbia rappresentato un momento particolare, anche se breve e limitato a sé stesso, della storia della musica italiana questo è un dato di fatto. Che piaccia o meno, il periodo del rock “colto” ha messo in luce ottime produzioni musicali. Questo disco è una di quelle. È giusto precisare che questo non è il tipico disco progressive stile Emerson Lake & Palmer, anche se è da lì che deriva, e non si avvicina neanche alle fantasticherie politiche (e sociali) degli Area, tanto per citare un gruppo italiano quasi contemporaneo. Siamo nel 1972, e la Premiata Forneria Marconi, pubblica il primo disco della loro carriera: Storia Di Un Minuto
Personalmente lo ritengo il loro miglior disco in assoluto, escluso il bellissimo Live con De André, perché suona in maniera astronomica. D’altronde all’epoca dei fatti, la PFM era veramente una comune di fenomeni musicali che produceva vibrazioni ad ogni nota. Infatti il disco va ben oltre alla bellissima, e abusatissima, hit Impres…

Dischi: Greetings From Asbury Park, N.J. (1973) - Bruce Springsteen

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È difficile dire perché questo album piuttosto che un altro. Forse perché suona giovane e fresco, tutto sommato spensierato, anche se in profondità nasconde un “disagio” di fondo che negli anni successivi sboccerà in autentici capolavori della poesia musicale made in Springsteen. Forse questo album è così fondamentale perché è stato il primo. O forse (ma non lo so) perché ha una molteplicità di suoni e colori che si fa subito piacere. Forse perché mi andava questo. Signore e signori, l’album di esordio: Greetings From Asbury Park, N.J. Il disco colpisce da subito per via della sua cover; una tipica cartolina anni ’30 di quelle in voga lungo, l’allora splendente, Jersey Shore. Ma non voglio analizzare la copertina del disco, anche se in profondità nasconde tutto un ragionamento che magari un giorno affronterò, rendendovi partecipi ancora delle mie “malate” lucubrazioni sul Capo e sul suo essere. Partiamo con la Musica. Il disco è un esplosione di suoni, quasi una jam sessions in certi cas…