Ricorrenze: i 33 anni di Born In The USA visti con l'occhio della storia.

Karen e Daniel
Karen Heidman stava guidando verso casa; era appena andata a prendere i suoi figli a scuola. Quel giorno il calendario era fermo sul 2 aprile dell'anno 1984 e l’inverno rigido e ventoso stava per lasciare il posto alla tanto agognata primavera. Di lì a poco suo marito Daniel Cutler, avrebbe iniziato i lavori di preparazione dei campi per la successiva semina.
Daniel non era a casa, Karen non se ne curò perché, qualche giorno prima, il marito le confidò di volersi recare a Monona County a trovare i famigliari; le disse che sarebbe tornato per cena. Passò tutta la giornata a casa con i figli poi, passata da un po' l’ora di cena, cominciò a preoccuparsi per il ritardo ingiustificato del marito. Giunta la notte, la donna ormai spaventata, chiamò i famigliari del marito e decise di dare inizio alle ricerche. Con l'aiuto di alcuni amici del marito, Karen cercò l'uomo tutta la notte senza frutti. Quella notte tra il 2 e il 3 aprile 1984, Daniel Cutler sembrò essersi svanito nel nulla.
Giunta la mattina successiva, alcuni amici dell’uomo decisero di denunciare l'accaduto alla polizia che diede subito inizio alle ricerche; ormai Daniel, o Dan, mancava da casa da quasi ventiquattro ore.
Nel tardo pomeriggio del 3 aprile, alcuni volontari impegnati anche loro nelle ricerche, intravidero il corpo esanime di un uomo nei pressi di una vecchia fattoria abbandonata nella parte nord di Sioux City. Era Daniel.
Nella tasca posteriore dei suoi pantaloni, un biglietto con scritta una sola frase: “Questa fattoria mi ha ucciso”.
 Phil e Norma
Nonostante le rassicurazioni, Phil e Norma Fetter iniziarono a preoccuparsi quando videro che, le cime delle loro piante, continuavano a piegarsi verso il basso ogni giorno di più. Non sapevano che un terribile virus le stava distruggendo. Nel giro di poco tempo persero quasi tutto il raccolto; sviniti ma non vinti i due si rivolsero alla Federal Land Bank, una delle tante banche agricole nate alla fine degli anni ’70, per ottenere un prestito nell'intenzione far ripartire la loro azienda.
Ottenuti i soldi, i due si armarono di buona volontà e ricominciarono la produzione. Ma un altro virus, molto più potente e subdolo, prolificava nella loro terra. Questo virus non colpiva direttamente il raccolto ma la mente delle persone. In seno alla crisi dell’agricoltura degli anni ’80, la Federal Land Bank, fallì; un grande istituto di credito rilevò i contratti, tra i quali figurava quello dei Fetter. Il crollo dei prezzi e delle vendite, l’aumento dei prezzi degli approvvigionamenti e l’impennata dei tassi d’interesse sui mutui fecero il resto. Phil non resse il colpo e si ammalò di depressione.
Il pomeriggio del 25 luglio, Norma avrebbe dovuto accompagnare il marito al St. Luke’s Hospital per alcuni esami di controllo e un periodo di ricovero. Era una giornata caldissima; c’erano quasi quaranta gradi all’ombra. Alle 7 del mattino Norma stava preparando le ultime cose per il marito mentre i bambini si stavano preparando per la messa; tutti insieme andarono in chiesa. Quando rientrarono, Joe, il figlio più piccolo, aprì la porta della casa e disse alla madre, di aver visto il papà seduto in macchina con un fucile in mano.
Attorno al fienile dei Fetter si radunarono alcuni vicini di casa con l'intento di convincere Phil a non compiere atti insensati. Phil se ne stava chiuso nell’auto in uno stato di apatia. Norma lo raggiunse e cominciò a parlargli; gli disse che suo fratello stava arrivando. Phil aprì leggermente il finestrino e disse alla moglie: “Mia madre sarebbe delusa da tutto quello che ho fatto qui”
Giusto il tempo di fare qualche passo indietro e poi s’udì solo un colpo di fucile.

Dale Burr
Dale Burr era un agricoltore di Lone Tree, Iowa. Nel 1985 aveva 63 anni e da sempre portava avanti la fattoria di famiglia. Il mattino del 9 dicembre di quell’anno, mentre la campagna dormiva sotto il costante soffio del vento gelido del midwest, Dale, uscì di casa solo.
Negli ultimi due anni aveva accumulato qualcosa come mezzo milione di dollari di debiti contratti con la Hills Bank and Trust Company. La sua attività stava andando a rotoli e l’ombra del pignoramento iniziò a farsi avanti in modo aggressivo.
Quella mattina, Dale, uscì solo perché pochi istanti prima aveva ucciso sua moglie nel loro letto con un colpo di fucile. Ormai in preda alla disperazione, giunse nei pressi degli uffici della banca e chiese un colloquio con il direttore John Hughes. Vistosi negato il permesso di entrare in ufficio, Dale, sfondò la porta e senza dire nulla colpì a morte Hughes e Goody per poi puntarsi la pistola alla tempia e spararsi.
Qualche istante dopo, quando la polizia giunse a casa dell’agricoltore, rinvenne il corpo senza vita della moglie e un biglietto recante la scritta: “Non voglio essere causa di altri dispiaceri.”

... Sono nato negli Stati Uniti

Queste tre storie vere, si sono consumate solamente dodici anni dopo che, Earl Butz, il Segretario all’Agricoltura del governo Nixon, annunciò agli agricoltori americani: “Producete per essere grandi, altrimenti statene fuori”. Al grido di “fencerow to fencerow”, terminologia americana che indica "palmo a palmo", il governo USA, impegnato nella difficile lotta per la supremazia sull’acerrima nemica Unione Sovietica, cercò di spronare la produzione agricola su larga scala già cominciata negli anni ’60.
In realtà, quell’invito, fu una sorta di reazione ad una situazione che si creò proprio sul finire degli anni ’60. Incrementata la produzione a causa delle riforme volute dall’allora Presidente Truman, gli immensi stoccaggi americani, si trovarono quasi al collasso dovuto allo scarso export; inevitabilmente i prezzi crollarono e il bureau federale iniziò a manifestare preoccupazione.
A questo punto entrò in gioco una variabile del tutto inaspettata. Fu proprio l’Unione Sovietica che venne incontro al nemico. Fatto seguito ai colloqui, per quanto difficili, iniziati da Richard Nixon e il suo ‘collega’ russo Leonid Brežnev per la riduzione della proliferazione atomica in campo militare, nel 1972, i due paesi stipularono un accordo sulla fornitura di granaglie alle sempre deficitarie risorse sovietiche da sempre sotto pressione proprio per la politica protezionistica che il governo di Mosca adottava suoi stati-satellite. Il comparto agricolo americano risollevò il capo grazie al biennio 1973-74 quando la richiesta aumentò spropositatamente. Nel giro di due anni il guadagno pro-capite aumentò del doppio e poi del triplo rispetto alla fine degli anni ’60.
Molto probabilmente, Dan Cutler, Phil Fetter e Dale Burr, ignoravano tutti i retroscena politici; molto probabilmente a loro interessava solo che la fattoria rendesse al massimo. Erano stati molti i piccoli agricoltori come loro, che decisero di fare il grande passo e trasformare la loro piccola impresa in qualcosa di più grande. Ovviamente i soldi non bastavano per fare quel salto; l’espansione territoriale comportò l’acquisto di macchinari più moderni, di sementi sempre più affidabili, l’utilizzo di concimi e fertilizzanti sempre più costosi. Tutte queste variabili fecero sì che molti contadini bussassero alle banche per ottenere mutui per l’acquisto o per il mantenimento dell’azienda.
Poi, alla vigilia di Natale del 1979, Dale e molti come lui, vennero a conoscenza di una remota nazione incastrata tra l’Iran, l’Iraq e la non più tanto amica URSS: l’Afghanistan.
Proprio quel giorno, le truppe sovietiche comandate dal generale Viktor Paputin – lo stesso che pianificò e mise in atto l’invasione di Praga del 1968 – iniziarono l’invasione della Repubblica Democratica Afghana nel tentativo di soverchiare il regime del presidente Hafizullah Amin in favore del più filo-russo Karmal. Nel giro di poche ore dall’inizio dell’operazione Štorm 333 le truppe dell’Armata Rossa occuparono gran parte del territorio di Kabul, il suo aeroporto e tutte le vie di comunicazione principali dello stato asiatico.
Le contromisure diplomatiche non tardarono ad arrivare. Il Presidente Jimmy Carter, decise di non schierarsi apertamente contro l’Unione Sovietica – sappiamo invece benissimo che in realtà gli americani, tramite la CIA, fornirono armi e munizioni ai guerriglieri – ma di sospendere tutte le relazioni diplomatiche con Mosca.
Nel giro di una vigilia di Natale, gli accordi collaterali al SALT (Strategic Arms Limitation Talks), di cui Phil e Norma Fetter ignoravano i particolari, fecero crollare tutto un sistema che, fino a quel momento, sembrava inattaccabile.
Carter sospese le forniture di grano all’URSS. Questo fece ripiombare nel limbo tutto il sistema produttivo americano. Il passo tra il limbo e il baratro si rilevò molto più breve di quello ipotizzato; in quell’anno funesto la Federal Reserve si trovò a dover variare i tassi d’interesse per tenere botta ad un’inflazione che sembrava inarrestabile. La sconsiderata politica americana di sfruttamento del consumismo cominciò a farsi sentire. Nel breve, parecchie realtà si trovarono a dover fare i conti con situazioni al limite; tra queste c’erano buona parte delle aziende agricole.
L’arrivo del repubblicano Reagan alla Casa Bianca complicò ulteriormente le situazioni. La sua scellerata politica economica portò al collasso; nel 1981, il tasso d’interesse medio sui prestiti erogati passò alla vertiginosa soglia del 21,5% rispetto al 7% del 1976. Nel 1984, l’anno peggiore della crisi, il debito dell’intero comparto agricolo toccò la cifra di 37,5 miliardi di dollari, il triplo rispetto a quello del 1950. Contestualmente i guadagni passarono dai 19 miliardi di dollari del 1950 ai 6 miliardi del 1984.
Ben presto tutto il sistema di banche rurali, fondate negli anni ‘60/70 proprio per incentivare il comparto agricolo, si trovò a dover gestire una situazione del tutto fuori controllo. Impossibilitati a recuperare i crediti molte banche vennero assorbite da istituti di credito economicamente solidi. I pignoramenti iniziarono ad un ritmo fuori dal controllo. Tutto il sistema che si era creato attorno al midwest americano crollò come un castello di carta; molte cittadine vennero abbandonate per via della mancanza di prospettive future. Molte attività chiusero i battenti e la migrazione verso i già collassati centri urbani portò un impoverimento delle campagne. L’indotto fu colpito con la stessa veemenza; a Burlington, nell’Iowa, la Caterpillar Tractor Company aveva uno stabilimento che produceva i trattori per tutta la regione; a Waterloo la John Deere vantava uno dei più grandi e progrediti stabilimenti per la produzione di attrezzature agricole. Nel 1984, entrambi le aziende chiusero i relativi stabilimenti; nell’area compresa tra lo Iowa orientale e l’Illinois occidentale, qualcosa come 20.000 persone restarono senza lavoro. La popolazione, nella sola città di Waterloo, diminuì del 14% e, nel giro di un anno, interi quartieri vennero abbandonati.   
Chi decise di rimanere si trovò a dover combattere contro un nemico subdolo e silenzioso, animato da una cattiveria fuori dal normale. Le ripercussioni sociali non tardarono ad arrivare. Nel periodo tra il 1983 e il 1986 il numero di suicidi aumentò a livelli preoccupanti. Anche gli omicidi aumentarono. Molti scelsero la via dell’alcool per tentare di evadere dalla realtà; altri, in un gesto estremo di dignità, diedero fuoco alle loro fattorie e diventarono senza tetto.
Dopo il 1986, il governo di Washington varò delle riforme economiche e sociali a favore degli agricoltori e delle loro famiglie. La riduzione delle tasse e diverse agevolazioni fiscali furono applicate con l’intenzione di far crescere la domanda e di conseguenza la produzione. Ma ormai era troppo tardi.



Sugarland (Bruce Springsteen)
Il grano nel campo era coperto dal telo.
Se i prezzi non salgono non vedo via d’uscita.
Me ne sto seduto al bar di Sugarland
Potrebbe anche darsi che io seppellisca il mio corpo qui

I trattori se ne stanno fuori al freddo
Montagne di grano accatastato non viene venduto
I silos sono pieni del raccolto dell’anno prima
Se qualcosa non cambia, noi andremo in malora.

Mia moglie aspetta un figlio, arriverà a luglio
Se ne sta sdraiata sul letto, tutto quello che sa fare è piangere:
“Tommy, oh Tommy. Sono così sola.
Tommy, oh Tommy non voglio tu stia a casa”

Papà non dice mai nulla eccetto quando fuori piove
Se ne sta seduto davanti alla finestra a sentire il rumore del treno che passa
Ruggisce nella notte con il suo carico vuoto
Abbiamo un sacco di grano e nessun posto dove spedirlo
Se i prezzi non dovessero aumentare
Spargeremo del gasolio su questi campi e con del gas gli daremo fuoco
Sediamoci su quell’argine dove i bluebirds spiccano il volo
A guardare il fuoco che riempie il cielo di Sugarland.


Sugarland è una canzone scritta da Springsteen nel tardo 1983 per un ipotetico album che avrebbe dovuto dare un seguito alle canzoni di Nebraska. Racconta la storia di un contadino (Tommy) che perde tutto proprio a causa della situazione economica del momento. Dal sapore vagamente nebraskiano e un finale del tutto enigmatico, la figura di un moderno e demotivato Tom Joad, si ritaglia un ultimo momento di dignità umana scegliendo di non piegarsi agli eventi.
Nel 1984, una versione più rockabilly, venne registrata durante le sessions di Born In The USA. Nonostante il tema fosse attuale e del tutto coerente con il resto del racconto la traccia venne scartata. Nel successivo tour la canzone venne però riproposta quattro volte dal vivo; una di quelle date fu proprio dal centro di questo terremoto che colpì il midwest americano: Ames nello Iowa. 
Ho scelto questa outtakes per festeggiare e omaggiare il compleanno di Born In The USA.


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